1 – PER LO SVILUPPO DI QUALITA’
1 – Per lo sviluppo di qualità
L’Italia punta alla riconquista di una posizione di primato nello sviluppo di qualità: più mobilità sociale, più spazio al merito e ai talenti, e meno chiusure corporative; più legalità e meno furbizia; più ricerca, scienza, innovazione tecnologica e meno divisioni e steccati ideologici; più fiducia nel futuro e in se stessi, meno paura del nuovo; più potere di decisione alla democrazia e meno poteri di veto.
Esistono le risorse su cui far leva.
In Italia, due-tremila imprese di media dimensione (ciascuna delle quali è al centro di una costellazione di decine, talvolta centinaia di imprese più piccole) si sono ristrutturate, hanno tirato la cinghia, hanno sofferto, hanno innovato prodotti e processi, si sono internazionalizzate; e ora si sono riproposte da leader nell’economia globale. E’ merito loro se nel 2007 le nostre esportazioni, in valore, sono tornate finalmente a crescere. Quando si dice “imprese”, si dice lavoratori e imprenditori, insieme.
In Italia ci sono centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che fanno volontariato, per aiutare chi soffre.
In Italia, migliaia di giovani calabresi hanno sfidato la mafia: “ora uccideteci tutti”. E sono italiani quegli imprenditori – industriali, commercianti, artigiani – che in Sicilia rifiutano di pagare il pizzo ed espellono dalle loro associazioni chi continua a pagarlo.
In Italia ci sono stati recentemente tre milioni e mezzo di cittadini che si sono messi in fila per far nascere il PD.
Le potenzialità dunque ci sono, e sono grandi, dal Nord dell’eccellenza produttiva al Sud “naturale” piattaforma logistica nel Mediterraneo. Ma, senza un progetto, sono destinate a rimanere tali.
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