Partito Democratico

Coordinamento Comunale di Perugia

2 – I QUATTRO PROBLEMI DEL PAESE

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Lo sviluppo di qualità – l’Italia è la qualità, ciò che non potrà mai essere delocalizzato o clonato – si può conseguire solo se la politica si mostra consapevole e si fa compiutamente carico della gravità dei problemi del Paese.

Un problema di efficienza economica, innanzitutto: le migliori analisi comparative mostrano che è in primo luogo il deficit di legalità, di innovazione e di ricerca a tenere basso il ritmo della crescita.
Un problema di disuguaglianza, pari opportunità e immobilità sociale: si è bloccato l’ascensore sociale che consente ai giovani e alle giovani donne più impegnate, intelligenti e preparate di salire quanto vorrebbero e meriterebbero.
Un problema di libertà, intesa come la possibilità per ciascuno di perseguire il proprio disegno di vita, compatibilmente con l’eguale diritto altrui.
Infine, un problema di efficienza, credibilità – in una parola di qualità – della democrazia e del sistema politico-istituzionale.
I Governi di centro-sinistra che hanno guidato l’Italia tra il ‘96 e il 2001 e tra il 2006 e il 2008, hanno creato – prima con la stabilizzazione economico-finanziaria (Euro) e poi con il successo nella lotta all’evasione fiscale e l’avvio di un migliore controllo della spesa pubblica – le condizioni per il pieno dispiegarsi di una strategia riformatrice che affronti questi quattro problemi strutturali.

2a – L’Efficienza economica e la qualità dello sviluppo
Il progetto del PD deve assumere l’aumento della ricchezza nazionale come obiettivo principale. Non è un obiettivo confinato nella sfera economica: l’aumento della produttività (del lavoro e dei fattori) è frutto di una strategia a 360 gradi, abbraccia la cultura, la qualità dell’ambiente e l’educazione tanto quanto la riforma della Pubblica Amministrazione. E, senza crescita, non c’è politica redistributiva che tenga.

2b – La disuguaglianza
Il progetto del PD deve cambiare profondamente qualità e quantità dell’intervento pubblico, per renderlo capace di aiutare davvero i più poveri ad uscire con le loro gambe dalla situazione di disagio in cui si trovano; deve favorire il rapido innalzamento della partecipazione dei giovani e delle donne – specie nel Sud – alle forze di lavoro e deve chiamare di più il mercato a risolvere problemi sociali e ambientali.

2c – Le libertà
La regolamentazione pubblica definisce lo spazio in cui tutte le libertà, anche quelle private, sono rese possibili ed effettive. Anche per questo, però, essa è chiamata a giustificare il perché di divieti, ostacoli, strettoie che si frappongono fra la libertà individuale e l’effettivo perseguimento del progetto di vita di ciascuno. Quali di queste giustificazioni siano accettabili è questione che investe la politica, le scelte collettive. Ma è giusto rimuovere quei vincoli – e sono tanti – la cui giustificazione ormai non è più sostenibile.

2d – La qualità della democrazia
Il progetto del PD deve assumere la buona politica come architrave, sia per il suo costante riferimento all’interesse generale, sia nel senso di capacità di decidere e rappresentare (sistema elettorale, sistema istituzionale, ecc), sia nel senso di capacità di auto riformarsi eticamente e di assumere, fino in fondo, le sue responsabilità.

Febbraio 29, 2008 - Pubblicato da stefanob | * IL PROGRAMMA | | No Comments Yet

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