31/12/2008 – Comunicato stampa rifiuti
COMUNICATO STAMPA

Il responsabile ambiente del PRC utilizza in maniera quantomeno irriguardosa, visto che il suo partito è nella giunta che governa la città, le considerazioni del Sindaco Locchi sul piano regionale dei rifiuti, per riproporre la propria posizione sulla termovalorizzazione.
Intanto va detto che una corretta gestione dei rifiuti necessita di un insieme di azioni tra loro collegate, di cui la termovalorizzazione è una delle fasi del ciclo integrato, che per essere efficace ha bisogno che sia chiuso e che in ognuna di queste fasi vanno utilizzate le migliori tecnologie possibili.
Va dato atto all’amministrazione comunale di essere riuscita in questi anni a gestire con determinazione una situazione di estrema sofferenza e criticità, con Pietramelina satura e in chiusura, evitando alla città il rischio, sempre concreto, di scivolare in situazioni di emergenza come quella campana e come sta succedendo in altre città d’Italia.
Perché per evitare la cultura dell’emergenza in tema di rifiuti, bisogna saper governare i processi, misurarsi con la complessità del problema, mettere in campo tutta la responsabilità politica delle scelte, cercando soluzioni all’avanguardia che stanno dentro lo schema della normativa europea e nazionale, evitando posizioni strumentali e demagogiche.
Scelte che il piano regionale dei rifiuti, votato da tutta la maggioranza e appena preadottato, ha fatto. Un piano articolato per ridurre, riutilizzare, riciclare, produrre energia con il residuo, conferire in discarica quello che rimane.
Una raccolta differenziata che recupera,separa e reinveste nel ciclo economico dei materiali recuperati, al 65% in cinque anni, quindi raddoppiata rispetto al precedente piano, ci sembra la scelta fondamentale del piano, insieme alla fine della discarica, che risulta in fondo alla filiera del ciclo integrato. Accelerare quindi, su una raccolta differenziata spinta, come sta avvenendo in alcune parti del territorio regionale e comunale, con una diversa organizzazione del servizio perché sia più efficace: superamento dei cassonetti a favore della raccolta domiciliare.
Fermo restando che la raccolta differenziata è la priorità, la parte non riciclabile, circa il 35%, anche per ottemperare a precisi obblighi di legge, non può essere messa in discarica ma trattata ai fini del recupero energetico o termico, attraverso impianti dedicati, costruiti con le migliori tecnologie disponibili per il trattamento dei rifiuti, il monitoraggio, il controllo ambientale e sanitario.
Sull’impiantistica e sulla sua localizzazione il piano non avanza soluzioni che dovranno essere invece indicate dalle istituzioni competenti (Provincia e Ati).
Perugia, per il ruolo che riveste non può e non deve sottrarsi ad essere parte attiva nella composizione di queste scelte.
Su questo punto occorre essere chiari, agire in una visione unitaria delle scelte che superi localismi, interessi e posizioni troppo spesso ideologiche che tendono a demonizzare piuttosto che a misurarsi con le possibili soluzioni e le tecnologie più avanzate, peraltro già positivamente utilizzate in Italia e in Europa. Quello che non si può fare è rimandare, in attesa di non si sa bene quali scelte tecnologiche o, peggio, fomentare paure invece che favorire l’informazione e il confronto con i cittadini per scelte condivise.
L’impegno del PD è e sarà quello di lavorare per promuovere una cultura e una coscienza collettiva del problema rifiuti, attraverso il confronto e la partecipazione, perché senza il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini diventa inutile anche il migliore degli interventi.
Maria Grazia Ricci, responsabile ambiente PD Perugia

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